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Cellulari e smartphone, lo studio dell’Arpa Piemonte sull’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche

agosto 6, 2014adminNovità0

arpa-cellulari-270pxNel mese di giugno l’Arpa Piemonte ha presentato al Consiglio Regionale del Piemonte gli esiti di uno studio sull’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari.
Per effettuare l’indagine, l’Arpa ha messo a punto un sistema di misura specifico – unico nel panorama scientifico internazionale – per la misura della potenza emessa dai telefoni mobili. È stato possibile così quantificare le emissioni elettromagnetiche dei telefoni a seconda del tipo di rete utilizzata (2G o 3G) e delle condizioni del segnale.

I risultati della ricerca indicano che l’evoluzione tecnologica ha portato a una riduzione dell’esposizione alle emissioni: una chiamata effettuata in modalità 3G, infatti, dà luogo ad esposizioni dalle dieci alle cento volte più basse di una chiamata in modalità 2G.
Inoltre la potenza emessa dal telefono cellulare si riduce fortemente all’aumentare del livello di segnale ricevuto: telefonando in aree con un buon livello di segnale (pieno campo) l’esposizione può essere centinaia di volte più bassa rispetto alle aree dove la ricezione del segnale è scarsa.
Il campo elettromagnetico poi si riduce rapidamente quando si allontana il telefono dal corpo, anche di pochi centimetri. È importante quindi usare auricolari o viva voce per ridurre l’esposizione. Ad una distanza di 30 cm si ha una riduzione pari a circa l’80-90% dell’intensità dell’esposizione.

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